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La telepatia tra i viventi

  • Immagine del redattore: Sussurro degli Animali
    Sussurro degli Animali
  • 13 nov
  • Tempo di lettura: 2 min

Diario di comunicazione animale


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Ci sono legami invisibili che uniscono tutti gli esseri viventi. Legami che non si vedono, ma si sentono.

Rupert Sheldrake, biologo e autore visionario, li chiama campi morfici e li osserva da anni, cercando di capire come gli animali comunichino tra loro e con gli esseri umani al di là dei sensi comuni.






 I cani che sentono il ritorno del padrone

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Sheldrake ha studiato il cane Jaytee, che sembrava sapere esattamente quando la sua padrona stava per tornare a casa. Videocamere e esperimenti mostrarono un fenomeno sorprendente: Jaytee correva verso la finestra nei minuti in cui la sua umana iniziava a tornare. Non era il rumore della strada, né un odore familiare: era un legame invisibile, intimo, che li connetteva oltre lo spazio e il tempo.




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Il pappagallo che legge i pensieri

Poi c’è N’kisi, il pappagallo grigio africano di Aimee Morgana, che rispondeva alle immagini viste dalla sua compagna umana in un’altra stanza, pronunciando parole pertinenti, come se percepisse direttamente ciò che Aimee osservava.

Un esempio affascinante di telepatia interspecifica: un ponte silenzioso tra specie diverse, fatto di attenzione e empatia.





Animali “percettivi”

Non sono rari i casi in cui animali domestici sembrano sapere prima delle persone: quando stiamo per tornare, quando decidiamo di portarli dal veterinario, o quando proviamo emozioni intense. I sondaggi di Sheldrake mostrano che moltissimi proprietari condividono queste esperienze. Non sono coincidenze, ma segnali di una connessione naturale e profonda.




Coordinazione tra conspecifici

Anche tra animali della stessa specie ci sono segni di sincronizzazione sorprendente:

  • Cavalli che si spostano insieme, reagendo in armonia agli stimoli del branco.

  • Stormi di uccelli che evolvono in cielo come se avessero un unico cuore, evitando collisioni e danzando nell’aria.

  • Branchi di delfini che giocano e cacciano muovendosi all’unisono, percependosi senza parole né segnali evidenti.

Questi fenomeni non derivano da esperimenti controllati, ma illustrano bene la teoria della risonanza morfica: un campo invisibile che unisce gli individui, permettendo coordinazione e comunicazione oltre i sensi ordinari.


Campi morfici: il linguaggio invisibile della vita

Secondo Sheldrake, tutti noi viviamo immersi in una rete sottile di informazioni. Animali e umani possono percepirsi, anticiparsi, sincronizzarsi. La telepatia non è magia, ma una capacità naturale dimenticata, che possiamo riscoprire quando ci apriamo con fiducia e attenzione al mondo vivente.


 Riflessione finale

Osservare gli animali è imparare a leggere il silenzio e l’empatia. È capire che i legami invisibili sono reali, che la vita comunica in mille modi sottili, e che ogni gesto, ogni sguardo, ogni movimento porta con sé un messaggio nascosto.

Apriamoci a questo dialogo invisibile. Ascoltiamo con il cuore: gli animali parlano, e spesso, lo fanno prima ancora che le parole vengano pronunciate.

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